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Gualdo Tadino

Situata al confine tra l'Umbria e le Marche, ai piedi della catena appenninica, domina con la sua altezza (m. 537) la fertile pianura sottostante. La vicinanza con la catena appenninica ha dotato Gualdo Tadino di un invidiabile patrimonio naturalistico e ambientale: le sorgenti della Rocchetta, la pineta di San Guido, i prati verdi e fioriti della Valsorda, il monte Serrasanta dalla cui cima suggestiva si può ammirare tutta la vallata sottostante fino al Monte Subasio di Assisi e, in giornate particolarmente nitide, si può intravedere la città di Perugia.

Visita a Gualdo Tadino: nella piazza centrale sono da visitare la Basilica Cattedrale di San Benedetto del XII secolo, con bel portone mediano e meraviglioso rosone centrale e l'adiacente fontana attribuita al Sangallo, la gotica chiesa di San Francesco (1315) oggi sede della Pinacoteca Comunale, la Torre Civica e il Palazzo del Podestà, il Museo Regionale dell'Emigrazione. Da non mancare inoltre la visita della Rocca Flea e del suo museo civico.

Conosciuta universalmente come Città della Ceramica, Gualdo Tadino offre numerose testimonianze della sua produzione antica e recente. Su richiesta, è possibile visitare una fabbrica di ceramica dove verranno illustrate tutte le fasi della lavorazione, dalla tornitura a mano alla cottura finale e dove è possibile acquistare articoli in ceramica di prima qualità.

A Gualdo Tadino inoltre si svolgono annualmente la processione del Venerdì Santo e i "Giochi de le Porte" (una delle più belle manifestazioni folkloristiche umbre) che vengono effettuati l'ultima domenica di settembre; l'apertura delle taverne avviene il venerdì precedente.

         Gualdo Tadino dal Monte Serrasanta           sorgenti della Rocchetta                       Monte Serrasanta

     

                       San Benedetto                    San Francesco                    Torre Civica e Palazzo del Podestà

             

Un po' di storia

Città umbra, nota con il nome di Tarsina, venne assoggettata a Roma cambiando denominazione in Tadinum. I suoi abitanti, Tadinates, sono ricordati da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia. Municipio romano, ubicato vicino alla lunga catena degli Appennini Tadinati e attraversato dall'importante via Flaminia, a 117 miglia da Roma, divenne una città florida e con tessuto urbano di quasi 13 ettari di superficie, come dimostrano gli scavi archeologici che si sono aperti recentemente nel vocabolo Taino. I Goti di Alarico, oltre 100.000 persone, dirigendosi verso Roma nel 409 d.C., saccheggiando e distruggendo quanto trovavano lungo la via Flaminia, gli inflissero il primo colpo. Nel IV secolo era già sede vescovile. Sono ricordati i vescovi Facondino (secolo IV), Gaudenzio (499) e Martino (591)

Il suo territorio fu teatro della famosa Battaglia di Tagina (552 d.C.), durante la quale il generale bizantino Narsete sconfisse l'esercito dei Goti, guidato dal re Badwila detto Totila che, ferito a morte sul campo di battaglia, morì poche ore dopo presso Capras (l'odierna Caprara) nel territorio di Tadinum. Il conflitto gotico-bizantino segnò la fine dei Goti in Italia. Qualche anno dopo, con l'arrivo dei Longobardi, il territorio tadinate entrò a far parte del Ducato di Spoleto e probabilmente fu sede dello sculdascio, che amministrava la giustizia e riscuoteva le tasse alle dipendenze del gastaldo che aveva sede in Nocera.

Poca popolazione rimase ancora nell'antica città in rovina, la maggior parte si ritirò sui colli circostanti. Distrutta definitivamente da Ottone III, imperatore del Sacro Romano Impero, nel 996, la città cambiò nome prendendo il longobardo Gualdo (luogo boscoso) e gli abitanti si rifugiarono in Val di Gorgo alle pendici del Serrasanta. Distrutta ancora da un violentissimo incendio, poiché le sue abitazioni erano quasi tutte in legno, venne ricostruita nel 1237 intorno all'abbazia di S. Benedetto con la bella pietra bianca della sua montagna, sull'attuale Colle Sant'Angelo (il santo dei Longobardi), dominato dalla Rocca Flea, dandosi libere istituzioni comunali sotto la protezione di Federico II, imperatore del Sacro Romano Impero, presente alla cerimonia di fondazione, e seguendo la sua politica ghibellina. Contesa tra Gubbio e Perugia, successivamente si sottomise malvolentieri a Perugia prima di essere consegnata allo Stato della Chiesa da Iacopo P. Canino (1458).

La città venne seriamente danneggiata da una forte scossa tellurica il 27 luglio 1751. Il sisma cancellò gran parte delle sue caratteristiche tardo-medioevali, pur restando in piedi alcuni bei palazzetti e belle chiese romaniche e gotiche, come Santa Maria di Tadino (ora detta Santa Chiara), San Benedetto (secolo XIII), San Francesco (secolo XIV). La città antica è stata da sempre saccheggiata dei suoi marmi, colonne, mosaici, portati soprattutto a Perugia. La Rocca Flea custodisce attualmente un bel museo ricco di dipinti e arredi, tra cui un famoso polittico del secolo XV di Nicolò detto l'Alunno e alcune tavole di Matteo da Gualdo, fine pittore locale della fine del 1400.

Nel 1833 il papa Gregorio XVI conferì all'abitato il titolo di città con il nome di Gualdo (Waldum) Tadino (Tadinum) e nel 1860 venne annessa al Regno d'Italia.